Sono più felici, mi chiedo, sono più libere le ragazze di adesso rispetto a quarant’anni fa? Non mi pare. Le grandi battaglie per la liberazione femminile sembrano purtroppo aver portato le donne ad essere soltanto oggetti in modo diverso. Non occorre essere sociologi né fini pensatori per accorgersi che ai giorni nostri tutti i messaggi rivolti alle bambine si concentrano esclusivamente sul loro corpo, sul modo di offrirsi agli altri. Si vedono bambine di cinque anni vestite come cocotte e già a otto anni le ragazzine vivono in uno stato di semi anoressia, terrorizzate di mangiare qualsiasi cosa in grado di attentare alla loro linea. Bisogna essere magre, coscienti che la cosa che abbiamo da offrire, quella che ci renderà felici o infelici, è solo il nostro corpo. Il fiorire della chirurgia plastica non è che una tristissima conferma di questa realtà. Pare che molte ragazze, per i loro diciotto anni, chiedano dei ritocchi estetici in regalo. Un seno un po’ più voluminoso, un naso meno prominente, labbra più sensuali, orecchie meno a vela. Il risultato di questa chirurgia di massa è già sotto ai nostri occhi: siamo circondate da Barbie perfette, tutte uguali, tutte felicemente soddisfatte di questa uguaglianza, tutte apparentemente disponibili ai desideri maschili.In realtà non è proprio così. Basta fare qualche escursione nelle tante periferie italiane, dove le possibilità economiche di imitare i modelli imposti dalle TV e dai giornali sono minori, per scoprire che vi sono ancora tante ragazze grassocce e sgraziate, piene di difettucci non corretti dalla chirurgia plastica, vestite malissimo nel loro tentativo di essere alla moda senza avere il corpo e i soldi per apparire uguali alle modelle di Vogue.
Tuttavia, resta vero ciò che scrive la Tamaro: la donna italiana contemporanea è schiava di modelli a dir poco squallidi, che la vogliono omologata, uguale a tutte le altre, nel comportamento e nell'aspetto fisico - grotteschi labbroni a forma di canotto, tette gigantesche che somigliano a palloni da calcio cuciti sotto la pelle, pelli turgide e innaturalmente stirate anche a ottant'anni.
La lucida analisi della Tamaro non si spinge però a ricercare le cause di questa deriva che, nell'ultimo quarto di secolo, ha finito per cancellare i successi del femminismo e sembra stia riportando indietro l'orologio della storia, qui in Italia, avendo ricondotto ormai le donne - sia pure in modo diverso dal passato - all'interno dei rigidi steccati di una società maschilista e conservatrice.
Chiediamoci perché le donne vedono ormai la loro realizzazione quasi esclusivamente nel proporsi come oggetti sessuali per il maschio, persino quando l'età avanzata le rende grottesche piuttosto che attraenti. Non avranno qualche colpa le ragazze in abiti succinti che accarezzano materassi con aria ebete da oltre vent'anni nelle televendite delle TV commerciali? E non sarà che quella satira della donna-oggetto portata con grande successo in TV da programmi come Indietro tutta, Drive-in e Striscia la notizia abbia colpito l'immaginazione popolare assai più come modello che come critica di un modello? Non sarà, cioè, che l'italiano medio abbia finito per convincersi che la donna ideale deve essere proprio come una ragazza coccodè, una velina, una meteorina, e via diminuendo? In fondo anche la donna che ha raggiunto il successo in TV per qualcosa di più che il solo aspetto fisico - per esempio una Simona Ventura - ricorre alla chirurgia estetica per assomigliare a una specie di Jessica Rabbit, archetipo dell'oggetto sessuale femminile.
Personalmente trovo la donna rifatta grottesca, per nulla attraente sessualmente. Un recente sondaggio sembra indicare che i maschi, nonostante la moda femminile imperante di ricorrere al bisturi del chirurgo estetico, preferiscano ancora le donne con attributi naturali. Mi chiedo quando lo capiranno anche le donne; quando riusciranno finalmente a liberarsi da questa camicia di forza in cui sembrano liete di rinchiudersi da sole. Ho visto qualche tempo fa in TV Donatella Rettore, ospite di non so quale trasmissione. Me la ricordavo cantante grintosa e affascinante degli anni '80, con quel profilo affilato che la rendeva unica, immediatamente riconoscibile e le dava una gran personalità. L'ho rivista conciata da qualche chirurgo estetico, con una faccia uguale a tutte le altre donne rifatte. Ho dovuto sforzarmi non poco per riconoscerla e mi sono chiesto quale forma di follia spinga una donna a perdere la propria identità per trasformarsi in una sorta di disegno stilizzato, un clone assemblato con modalità industriali.

CIAO, SONO ANNA, SAI... HAI DATO VOCE AI MIEI PENSIERI!!! MI CHIEDO SPESSO MA QUELLA FAMIGERATA DIGNITA' INTRINSECA DI UNA DONNA DI UN TEMPO DOV'è? HO 29 ANNI, SONO GIOVANE EPPURE RICORDO ANCORA LE PAROLE DI MIA NONNA, DI MIA MADRE QUANDO MI SPIEGAVANO CHE ESSERE E' MEGLIO DELL'APPARIRE, PERCHE' IL NOSTRO ESSERE COSI' UNICO SARA' LA SCIA CHE LASCEREMO SU QUESTA TERRA!
RispondiEliminaSAI C'è UN'ALTRO FENOMENO CHE MI PREOCCUPA... L'AUMENTO DI OMOSESSUALI NEL MONDO, (NULLA CONTRO, ANZI IL MIO MIGLIORE AMICO E' GAY)MI CHIEDO... MA IL NOSTRO MUTARE DAL PERSONALE ALL'IMPERSONALE QUANTO HA INCISO SUL MONDO? SUI FIGLI? SUI MARITI? NOI CHE SIAMO E SAREMO IL CUORE DELLA FAMIGLIA...
VEDO L'UOMO MODERNO ALLA RICERCA DI UN SENSO ANTICO PERSO, LI VEDO PIU' SCAPPARE CHE CORRERE VERSO UNA DONNA.
Abbiam corso tanto verso quella liberta' e parita' di diritti divenendo piu' simili all'uomo perdendo cio' che di donna ci contraddinstingueva!
QUESTA DI OOGI LA CHIAMEREI LA SOCIETA' DEL PIACERE, SI VENDE E SI ACQUISTA SOLO SESSO DALLA PUBBLICITA' IN TV ALLA TINEGER CHE PASSEGGIA CON TACCHI A SPILLO!
SE QUESTA E' LA NUOVA SOCIETA' COSA SAREMO MAI NEL FUTURO??!!