Nella foto sopra si vede un gran numero di giovani maschi, disposti in file ordinate per terra, ciascuno fornito di un bastone rituale. Sono stesi vicino al tempio di Shiva, nella città indiana di Ranchi (India Orientale, distretto di Jharkhand). Al culmine di una devastante ondata di caldo, stanno eseguendo un antico rituale della pioggia, in cui pregano le divinità del pantheon indù affinché intervengano dall'alto dei cieli per por fine all'insopportabile calura.
In quest'altra foto il contesto culturale è invece completamente diverso. Non siamo più nell'India tribale, legata a un politeismo plurimillenario, ma nella modernissima e colta San Francisco, patria di avanguardie culturali e movimenti di liberazione sessuale. E' il 2008. Presso una pompa di benzina della Chevron, un gruppo di fedeli di una chiesa avventista, guidato dal pastore Rocky Twyman (foto sotto, è l'uomo sulla destra), ha inscenato - ed erano tutti assolutamente seri e convinti - una veglia di preghiera per chiedere al Padreterno un intervento immediato per abbassare i prezzi della benzina. Era il momento, infatti, della massima escalation dei prezzi del petrolio, che aveva messo per la prima volta dopo molti anni gli Stati Uniti di fronte a serie difficoltà di approvvigionamento alle pompe di benzina.
Ovviamente né questa veglia di preghiera né le altre fatte presso altri distributori in giro per gli Stati Uniti sortirono l'effetto sperato: il prezzo dei carburanti dipende infatti non dalla volontà di un dio immaginario ma da un complicatissimo intreccio di avidità e richieste di mercato, che coinvolge produttori, raffinatori, distributori, nazioni, borse e valute.
Tuttavia le veglie di preghiera organizzate dal signor Twyman hanno se non altro un valore antropologico. Ci dicono che, indipendentemente dal contesto e dal livello culturale medio di un popolo, certe situazioni di grave sofferenza e di impotenza scatenano negli esseri umani le medesime reazioni di tipo religioso.
I fedeli raccolti in preghiera vicino al distributore di benzina a San Francisco fanno la stessa cosa degli uomini distesi a terra con un bastone rituale in mano presso il tempio di Shiva a Ranchi: stanno convogliando la frustrazione che deriva dalla sofferenza e dall'impotenza in un rituale, al quale affidano la speranza di cambiare l'impotenza in potenza, affinché termini la sofferenza.
Entrambi i gruppi sono infatti egualmente sofferenti: il primo per un'ondata di caldo eccezionale, il secondo per il prezzo troppo alto dei carburanti. Ed entrambi i gruppi sono egualmente impotenti: né gli indiani hanno la capacità di far piovere a comando né i comuni cittadini americani possono influenzare da soli i prezzi al distributore. Quando queste due variabili si coniugano - sofferenza e impotenza - scatta come ultima ratio il rituale religioso: nessuno conosce il futuro e nessuno sa (soprattutto quelli che non praticano la scienza) quali forze oscure possa muovere la volontà umana. Ecco dunque la preghiera rituale, come atto che mitiga il senso di impotenza.
Fino a qui i rituali religiosi sono del tutto comprensibili e persino accettabili, come valvola di sfogo di una psiche umana provata e addolorata. La religione diventa invece insopportabile - e qui parlo ovviamente da ateo e scientista - quando si cristallizza in una serie di dogmi che pretendono un ossequio costante e il sacrificio della razionalità, anche quando non c'è un'emergenza, anche quando la vita scorre tranquilla, ma i religiosi pretendono di instradarla su certi binari e schemi comportamentali. Binari e schemi che pretendono di imporre a tutti, indiscriminatamente, in nome di un assurdo e indimostrabile possesso della verità.
Se almeno sapessero cosa vuol dire esattamente la parola 'verità'...



Giustissimo!!!!!!!!!!
RispondiEliminaIl buco nel bilancio statale della California è così grave, e la classe politica locale talmente paralizzata, che dieci congregazioni religiose hanno promosso sedute di preghiere in tutte le chiese perché sia Dio a sbloccare la crisi economica nel Golden State. (fonte: Estremo Occidente)
RispondiEliminaGrazie della segnalazione, anonimo: questo è ancora meglio (o peggio, dipende dai punti di vista) delle veglie di preghiera al distributore.
RispondiEliminaAncora sullo stesso tema:
RispondiEliminaOggi in Louisiana è stata una giornata di preghiera. Il Congresso dello Stato finora più colpito dal disastro ambientale ha chiesto a tutti i cittadini di invocare l'aiuto divino per combattere la marea. "Visto che finora gli sforzi umani per risolvere il problema sono stati vani - ha spiegato il senatore della Louisiana Robert Adley - è giunto il momento di invocare un miracolo". La risoluzione, approvata all'unanimità dal Congresso della Louisiana, invita i cittadini di tutte le religioni che vivono nel Golfo del Messico "a pregare per por fine a questa emergenza ambientale, salvandoci dalla distruzione della nostra cultura e del nostro modello di vita".(fonte: La Repubblica)
Bene, si sta cominciando a formare una letteratura di esempi dagli Stati Uniti, per illustrare il concetto esposto in questo post :-)
RispondiElimina